Ciao amico lettore,

come stai? Non ti nascondo che oggi sono davvero emozionata, perché sto per parlarti di una novità per me importantissima. Se mi vedessi ora, mi troveresti simile a una bambina che non sta più nella pelle e saltella per la felicità in giro per tutta la casa. Per quale motivo?

Se mi segui anche sulla pagina Facebook, già sai la grandissima, meravigliosa, fantasmagorica (e chi più ne ha, più ne metta) novità.

Rullo di tamburi… occhi ed orecchie ben aperti… sta per uscire il mio nuovo romanzo, pubblicato dalla Argento vivo Edizioni. La data d’uscita è prevista per il 21 di gennaio. E io non vedo l’ora di averlo tra le mani, annusarne l’odore e capire che finalmente è lì, davanti a me, e non è un miraggio. Esiste, dopo anni di sacrifici e di emozioni. Come un bimbo che viene alla luce.

Di cosa parla?

Si tratta di un thriller, ma che non è soltanto un thriller. Infatti racchiude al suo interno tante tematiche, anche storiche, importanti. Ti sei chiesto come mai esce proprio a fine gennaio? C’è un motivo particolare?

Sì che c’è. Il mio editore ha scelto questa data d’uscita (o di nascita, tornando alla metafora del neonato) proprio in occasione delle giornate della memoria. Infatti il libro è strutturato su due livelli temporali, uno dei quali è ambientato in un campo di concentramento di Auschwitz, nel 1943. Il filone contemporaneo invece è ambientato a Roma, nel 2009, dove viene stemperata la trama thriller e poliziesca del romanzo.

Ti svelo che è un libro cui tengo molto e, quando lo leggerai, nella lettera al lettore che io ho scritto per te e che si trova in fondo al libro, capirai perché. Scoprirai come ha avuto origine la storia e da cosa è stata ispirata.

Giusto perché sei tu, e per ringraziarti per il tuo supporto, ti scrivo qui sotto almeno la trama del libro e ti mostrerò in anteprima, con le gote rosse per la felicità, la copertina. Sei pronto?

Roma, 2009. Katy Walsh, Lucia Costa e la loro squadra indagano sul ritrovamento di ossa umane disposte in modo da formare il simbolo della vittoria.

Auschwitz, 1943. Una piccola ebrea in un campo di concentramento narra la storia di un amore impossibile tra la sorella e un ufficiale nazista.

Come si collega tutto ciò con il sogno di una bambina di ballare all’Opera di Parigi? I personaggi sono davvero chi dicono di essere? La loro storia invita a non cedere, perché la speranza di donare colore a ogni cuore sordo non svanisca mai.

Sono curiosissima di conoscere la tua opinione: cosa ne pensi della copertina? Ti attira la trama? Ti invito quindi a lasciarmi un commento, se ti fa piacere, sotto a questo articolo.

Ti lascio con un breve estratto di Cuore sordo. Seguimi e nei prossimi giorni ne potrai leggere altri.

Immagini di gocce di pianto nascoste ma mai dimenticate, ancora vive e fin troppo lucide. E poi le sbarre. Impenetrabili. Sbarre che non lasciavano dubbi, che non perdonavano niente e nessuno. Quell’ultimo saluto freddo, colmo di un dolore così profondo da toglierle la fame e la voce per molto, troppo tempo. Così intenso da non farle più udire i colori e la musica. Un cuore ormai sordo ma non per scelta, bensì a causa di un destino troppo avverso. Più grande persino dell’amore.

Ti abbraccio e alla prossima.

Barbara

La lettrice di ossa
(e scrittura-dipendente)
della Brianza

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