Ciao Amici lettori,

giornata dedicata ai grandi classici, oggi.
Quindi, mettiamoci comodi sulla poltrona del nostro salottino virtuale e partiamo con la fantasia. Dove voglio portarvi?

Parleremo di un grande libro della letteratura francese, pubblicato per la prima volta nel 1943. Una favola delicata e profonda. Nata come lettura per i più piccoli, contiene tematiche che fanno riflettere anche gli adulti. E, se lo si legge più volte, questo libro ha la capacità di colpire sempre come se fosse la prima volta. Scopriamo infatti significati diversi, rinnovati, come se mutasse giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Chi di voi non ha mai letto “Il piccolo principe”, dello scrittore Antoine de Saint-Exupéry?

Come dicevo prima, la morale del Piccolo Principe si apprezza ancora meglio con la consapevolezza dell’età adulta.

Mi disegni, per favore, una pecora?

Il viaggio comincia così. Il bambino protagonista visita numerosi pianeti alla ricerca di amici e si imbatte in strambi personaggi. Poi infine arriva nel deserto, conosce l’autore del romanzo e gli racconta tutta la sua storia dal principio, ponendogli questa semplice domanda.

Con questo capolavoro tra le mani, noto che diverse frasi, emblema del manoscritto, divenute famosissime col tempo e conosciute in tutto il mondo, sembrano create proprio per me, così come per ognuno di voi. Questo perché sottolineano temi e dipingono sensazioni che noi proviamo nel quotidiano. Proprio come se il romanzo fosse in grado di leggere dentro ciascuno di noi.

Amore, amicizia (come per la rosa e la volpe), l’importanza del non detto, la disillusione e il mondo degli adulti. Sono solo alcune tra le tematiche affrontate.

Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi

Questa è, personalmente, una delle frasi che preferisco. Quanto per noi è importante il cuore? Il sentire, più che il vedere, nella vita di tutti i giorni?

Gli adulti sono legati al materialismo, ingannati spesso e volentieri dalle apparenze, ma esiste ancora il nostro io più profondo? I bambini che eravamo una volta ci sono ancora? Dentro ciascuno di noi?
Io ne sono convinta. Perché ogni tanto non li richiamiamo alla luce del sole, a farci visita? Non sarebbe più bello camminare mano nella mano con loro?
L’innocenza, l’ingenuità. Non sono morte, si sono solo addormentate.
E se noi le risvegliamo, ci insegneranno di nuovo a guardare il mondo con più purezza. Come una volta.

Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sottoterra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica

Qual è il vostro personaggio preferito?
Per quanto mi riguarda la dolcissima volpe. Simbolo prezioso dell’amicizia, sentimento che è necessario curare, annaffiare, far germogliare, preservare, vivere a trecentosessanta gradi. Perché possa sopravvivere nel tempo. Invariato, immortale.

È il tempo che si è perduto per una persona a determinare la sua importanza

E invece, cosa ne pensate del gesto finale del nostro Eroe?

Si fa mordere dal serpente velenoso per ritornare dalla sua rosa. Il più estremo dei gesti. Io la vedo un po’ secondo quest’ottica: ciò che è importante è lo spirito. Quello che abbiamo dentro di noi e che siamo veramente. Quello, in fondo, per cui siamo nati.
È importante essere, mai apparire.

Qual è la vostra idea a riguardo? Avete voglia di condividere con me le frasi del libro che più amate e che maggiormente vi fanno riflettere?

Vi saluto con quest’ultima citazione e vi abbraccio, uno a uno.
Alla prossima. Barbara

Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercati di amici, gli uomini non hanno più amici

La lettrice di ossa
(e scrittura-dipendente)
della Brianza

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